The King of Limbs

Rieccoli…proprio quando non ci speravo più, apro la posta elettronica e trovo un messaggio che dice solo “Thank you for waiting” e inizio a fibrillare. E pochi giorni dopo, scarico, metto su cd e salgo in macchina per tornare a casa dal lavoro, con il cellulare rigorosamente spento. Otto brani, 39 minuti…e un mondo. Si parte con Bloom, consueta lunga intro musicale con piano campionato e ritmi quasi da danze africane, molto sincopati. La voce di Thom è eterea, l’armonia è minimale, ossessiva con improvvise aperture che fanno intra-sentire solo per poi tornare ostico. Morning Mr Magpie è un ritmo che aumenta e una chitarra che fa da tappeto a intrecci melodici e vocali. Il ritmo rallenta con Little by little che si apre con accordi quasi western per poi proseguire con una linea di basso continua e crescente. Puro sperimentalismo è Feral che si potrebbe definire un improvviso per drum machine e voce, poche parole, tanto ritmo e suggestione. Lotus Flower (il singolo, se questa parola significasse ancora qualcosa per i Radiohead) si apre con una batteria sincopata (quasi danzereccia) e prosegue con una melodia molto sottile portata avanti da una voce sempre più rarefatta. Codex cambia completamente il gioco, con un beat lento accompagnato da accordi di pianoforte e un’atmosfera da volo (soprattutto nell’inserto orchestrale) che ricorda molto quella di Pyramidal Song. Give up the ghost spiazza completamente dopo un’intro ambient con la sua semplicità fatta di chitarra e voce in (rara) tonalità maggiore. Il disco (???) si chiude con il sound funky di Separator, pezzo quasi tradizionale, ma sempre con quelle sonorità che nessuna band al mondo potrà mai eguagliare. The King of Limbs è un disco difficile, molto difficile, perfino per un fan “estremista” come me, però più l’ascolto e più mi convinco che la regola (mia) secondo cui i Radiohead non fanno mai brutte canzoni è assolutamente vera.

The King of Limbsultima modifica: 2011-02-25T19:04:42+01:00da maxdilly
Reposta per primo quest’articolo

Un pensiero su “The King of Limbs

  1. Ciao Max… ti dirò, non l’ho ancora ascoltato benissimo, ma credo sia molto meglio di altre prove… Kid A e Amnesiac – so di avere contro tutto il mondo, ok – secondo me erano evidentemente impaludati e molto inferiori a OK Computer; Hail To The Thief, a parte un paio di episodi, era interlocutorio; In Rainbows era già più interessante, e sento segnali buoni anche in questo nuovo album. Se poi pensiamo alle sortite solistiche di Yorke prima e di Selway poi, mi sento di dire che questo ultimo lustro è qualitativamente molto migliore del precedente.
    Il problema di fondo dei Radiohead del terzo millennio è un’eccessiva “intellettualizzazione”, ragion per cui non riuscirò mai ad innamorarmi di album di questo genere, come invece mi era capitato per The Bends o OK Computer. Ciao! AT

I commenti sono chiusi.