Mozart ed io

Quando ero un giovane studente di pianoforte, il mio maestro mi fece studiare due sonate di Mozart. Iniziai, così, a cercare di approfondire il compositore da molti considerato il più grande di tutti i tempi. Ascoltando le sonate, le sinfonie, le ouverture, però, mi rendevo conto che non mi trasmettevano emozione. Anche studiare le sonate, non mi trasmetteva le stesse cose che mi trasmettevano Bach e Beethoven e che poi mi avrebbe trasmesso Chopin. Sono passati tanti anni da allora, anni in cui ho frequentato molti concerti sinfonici e da camera, anni in cui nei programmi c’erano spesso composizioni del genio di Salisburgo, ho anche ascoltato il Requiem eppure…eppure, a parte alcune eccezioni come il “Lacrimosa”, Mozart continua a non emozionarmi. L’altra sera, ad esempio, sono andato a sentire Zacharias che interpretava e dirigeva un suo concerto per piano e orchestra e ho avuto l’impressione di trovarmi di fronte ad una bellissima scatola, una scatola confezionata con classe, cura e genialità. Una scatola, però, senza niente dentro. Non sto dicendo che Mozart non sia stato il grande genio che tutti dicono, sto parlando a livello esclusivamente personale: Mozart non mi trasmette emozioni. E anche se la gente mi guarda strano quando dico che la sinfonia di Bruckner che ha seguito il concerto per piano e orchestra mi ha comunicato molto più colore e calore e anche se comunque continuerò ad ascoltare Mozart per il suo valore musicale, so che sarà un ascolto superficiale, perché Mozart rimane per me un mistero. Forse è un peccato, non lo so, ma questo è.

Mozart ed ioultima modifica: 2011-05-22T23:05:36+02:00da maxdilly
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